Lombok: la nuova Bali?
- Michele

- Mar 28, 2020
- 5 min read
Updated: Apr 13, 2020
Non distante da Bali, giace un' isola di nome Lombok, che forse non tutti conoscono. Ma essendo Bali di anno in anno più affollata, alcuni viaggiatori e turisti si stanno guardando intorno e forse Lombok diventerà la nuova meta preferita...
Arrivati dopo tre giorni a Gili con una barca, per arrivare alla Kuta di Lombok dobbiamo attraversare delle strade difficoltose, di montagna, con scimmie sul ciglio della strada, per poi attraversare un panorama più pianeggiante, e molto povero. Notiamo che alcune persone vivono in delle capanne proprio sulla strada, e ci stringe il cuore mentre vediamo bambini che giocano, seppur con poco, sembrano felici.
Arriviamo dopo qualche ora a Kuta, in un hotel proprio davanti alla spiaggia principale che, come la Kuta di Bali non è molto entusiasmante, ma il mare è molto più pulito e cristallino. Abbiamo avuto abbastanza difficoltà a prenotare il posto, dato il fatto che i posti dove dormire a Lombok sono una frazione di quelli di Bali. L'hotel è carino ma non ha gli stessi standard dei passati, un po' sporco ed umido, ma ha un giardino in mezzo con una bella piscina limpida e rinfrescante. è un po' tardi ma proviamo comunque a trovare un posto per pranzare. Qui la prendono ancora più con comodo e dopo una mezz'oretta, con mio fratello ad intrattenerci con la chitarra, arriva il nostro pesce piccante, che Nicolò ha problemi a gestire.
Dopo pranzo decidiamo di fare un giro in spiaggia. Come ho detto, non è il massimo e molto pietrosa, ma c'è una cima con una bella vista e si può lanciare il drone, per avere occhi più grandi ed il panorama toglie già il fiato. Siamo avvicinati da dei ragazzini che ci vogliono vendere dei braccialetti. Noi rifiutiamo gentilmente ma loro sono molto insistenti quindi dobbiamo cedere, anche se ci li fanno ad un buon prezzo...
Tornati in albergo ci rilassiamo un po' in piscina ed usciamo in cerca di qualcosa di interessante da mangiare. Per arrivare al "centro" dobbiamo passare per strade buie ed un po' di timore ce lo abbiamo, ma incontriamo solo una mamma cane con i suoi cuccioli che per un po' ci seguono. Scegliamo un'opzione marocchina per cena. Non siamo tanto soddisfatti per le piccole porzioni e prezzi europei, strano. Facciamo una scoperta che cambierà tutte le cene dei giorni rimanenti in Indonesia, il gelato del Seven Eleven. Come dice Nicolò:
-"non è quello che abbiamo sognato da piccoli, ma è quello che ci meritiamo".
Il giorno dopo decidiamo di prendere dei motorini a noleggio. Non ci sono caschi, ci dicono non c'è la polizia. Si, ma alla mia pelle ci tengo... Riusciamo finalmente ad ottenere dei caschi in qualche modo e partiamo all'avventura, direzione est. Prima tappa a Pantai Seger, dopo aver attraversato una strada sabbiosa con alte palme tutte intorno. Paghiamo il pedaggio, parcheggiamo i motorini e veniamo subito assaliti da un uomo che vuole venderci un ananas. Non ci lascia per un secondo, ma noi, gentilmente come sempre, rifiutiamo. Attraversiamo poi un ponte per arrivare in un posto molto isolato, non c'è veramente niente se non spiaggia, rocce e mare. Ed anche un mini market dove compriamo dell'acqua. Giacomo non è molto contento e si annoia, si mette all'ombra ed aspetta noi, che ci arrampichiamo sulla montagnosa più alta... e che panorama. Blu su e blu giù, in una perfetta mattinata di Settembre.

Dopo un veloce bagno proseguiamo ancora più ad est, direzione Tangjun beach. Mie goreng ad un euro per pranzo e pronti a rilassarci sotto il sole. Ci addormentiamo sulle sdraio, la calma qui è surreale. Il nostro sonno è solo interrotto da un altro venditore ambulante, che con la sua motoretta, va in giro per la spiaggia a vendere gelati, con una musichetta, che dopo poco ci resta fissa in mente.
C'è un posto in cima alla montagnola non poco lontano dalla spiaggia, famoso per grandi tramonti. Decidiamo quindi di dargli una chance e, sebbene la strada sia una delle più terribili, raggiungiamo la base della montagnola, parcheggiamo i motorini da una famiglia locale e ci rechiamo sulla cima. Ci fa compagnia un cagnolino che ci accompagna fino ad un punto dove sembra il tramonto possa essere visto bene. Mio fratello va ad esplorare un po' ma torna abbastanza di fretta, dicendo:
-"Ci sono le scimmie". Ahi. Arrivano queste tre scimmie, che dalla cima della montagna osservano la situazione. Noi ci terrorizziamo un po', le scimmie ci passano poi vicino ma si dirigono verso la folla poco lontano da noi, su di un'altra collina. Pericolo scampato, per ora.
Poi sentiamo una musichetta familiare che si avvicina, è il venditore ambulante di gelati. Non si sa come ma è arrivato fino a qui, con la sua motoretta.
Riusciamo finalmente ad ammirare il tramonto, su una distesa di acqua e roccia molto suggestiva, poco spazio alle parole, ma mille pensieri per la testa.

Non è finita, le scimmie tornano e vedono la borsa di Ale che è facile da rompere e si indirizzano verso di essa. Nicolò cerca di schermare con il suo fisico possente la ragazza, la quale, presa un po' dalla paura, ma anche dalla rabbia, scaraventa la borsa sulla scimmia, che scappa a gambe levate. Alcuni turisti arrivano ad ammirare lo spettacolo con del cibo tra le mani, mossa sbagliata. Le scimmie, affamate si avventano sui malcapitati e riescono a rubare una bottiglia d'acqua che con destrezza aprono e si mettono a bere. Noi ridiamo della scena, la scimmia beve da una bottiglia grande come lei, allo stesso modo di noi umani, che scena.
Il giorno dopo decidiamo di andare ad ovest, sempre con i motorini. Le strade sono abbastanza strane: l'asfalto è buono, quasi appena fatto, ma ci sono delle salite che i nostri poveri motorini fanno fatica a completare. Soprattutto quello con Mattia e Giacomo, che arranca anche su strade piane. Dopo circa una mezz'oretta siamo già a Selong beach, spiaggia incredibilmente pulita, con un mare cristallino che ci invoglia a tuffarci subito.

Decidiamo di spostarci fino a Mawi beach. La strada è abbastanza sconnessa e facciamo fatica ad arrivarci, ma poco dopo venti minuti finalmente arriviamo alla spiaggia. C'è davvero poco. Spiaggia, mare ed un piccolo warung dalle condizioni igieniche dubbiose, che serve nasi goreng, forse il più buono avuto fino ad ora. Ale decide di passare ed avere solo delle patatine da sacchetto per pranzo. Dopo pranzo, ci rilassiamo ammirando le grandi onde e qualche surfista che si avventura in alto mare, per cavalcarle.
Proviamo poi ad andare a Semeti beach, non lontano da Mawi beach. La spiaggia è molto bella anche qui ma non c'è anima viva, ed il silenzio regna sovrano. Decidiamo di procedere e ci fermiamo a Lancing beach, a metà tra la costa ovest e Kuta. Niente di che, ma anche questa molto disabitata. Un piccolo bar ci offre un mango shake, che ci gustiamo, guardando il sole discendere tra le montagne, con il rumore del mare in sottofondo.

Ed è già il momento di ritornare verso Bali. Peccato aver potuto solo scoprire il sud di questa isola ancora non affollata di turisti. La prossima volta sarà sicuramente dedicata al nord, dove cascate e terrazzamenti di riso caratterizzano il paesaggio, insieme al grande vulcano, che si può scalare in un paio di giorni.
Il nostro volo AirAsia ci aspetta, con soli 16 euro a testa compresi di bagaglio, ci porterà dall'aeroporto di Lombok a quello di Denpasar in soli 30 minuti, una bella idea per chi non sopporta la nave.
Tutti i video dell'avventura: https://www.youtube.com/playlist?list=PLBamqzLLBIn08gmYZQHCs8xVEDD2g1Wrd




Comments