Emozioni del Sud: Napoli, Capri e Costiera Amalfitana
- Michele

- Apr 18, 2020
- 8 min read
Primi giorni di giugno, 5 giorni a disposizione. Io ed Ale scegliamo di sfruttarli per scoprire cosa il mio Paese ha da offrire. Da Monaco un volo andata ritorno è "solamente" una centinaia di euro ed un paio di ore, e quindi abbiamo deciso di andare nella città che "quando la vedi poi muori", Napoli. Appena usciti dall'aeroporto troviamo subito un tassista che, in men che non si dica, ci porta al nostro hotel, vicino alla stazione principale. Il viaggio è molto breve ma intenso. Non sono abituato allo stile di guida napoletano, dove ogni spazio tra le macchine è un'opportunità ad infilarsi con la propria, e l'atmosfera della città ricorda tanto il Brasile, un'aria esotica con tanta musica e tanta vita in strada.
L'hotel, sponsorizzato da mamma e fratello (UNAHOTELS), è molto lussurioso e dopo una bella dormita, la colazione ci aspetta sul tetto, che già alle 8 di mattina è cocente ma non ci fa comunque rinunciare all'espresso vero italiano e la possibilità di provare la pizza a colazione. Decidiamo di trattenerci ma comunque facciamo la nostra prima piacevole scoperta: le sfogliatelle.

Il primo giorno a Napoli sarà dedicato alla visita di Pompei e, se possibile anche al Vesuvio. Ci incamminiamo subito e da Porta Garibaldi prendiamo il trenino "circumvesuviano" che con pochi euro (2.40 se non sbaglio), ci porta dopo svariate fermate e quasi un'ora di viaggio all'entrata dell'antica città. Decidiamo di optare per il tour guidato, per dare un po' più di valore alla visita ed una simpatica guida ci accoglie con grande calore, un enorme ombrello per ripararsi dal sole ed un buffo borsello. Spendiamo all'incirca 20-30 euro per il tour di due ore, non troppo male.
Per un momento, con l'aiuto della guida che ci racconta in sottofondo, ritorniamo nel passato, ai tempi degli antichi romani e rimaniamo incantati dall'organizzazione della società, ma anche della città. Il sole batte sulle nostre teste, ma ci permette comunque di godere della vista e della meravigliosa storia dentro queste mura.

Dopo un pranzo rifocillante a base di insalata e focaccia (non troppo costosi intorno all'entrata, pensavo peggio), decidiamo di visitare il Vesuvio, ed un bus ci porta direttamente dall'entrata di Pompei fino a più di mezza montagna, dove non è possible proseguire con i mezzi, ma solo a piedi. Paghiamo quindi l'entrata per 10 euro ed iniziamo la salita. Non è troppo facile dato il sole cocente, alto nel cielo, ma poco dopo mezz'ora, arriviamo al punto dove una guida ci avrebbe dato maggiori informazioni su questo colosso naturale. Scopro con sorpresa che la canzone "Funiculì funicolà" è stata ispirata dalla funicolare costruita qualche anno fa per collegare la base alla cime, ma che per poca manutenzione è stata dovuta abbattere.
In ogni caso, la vista dalla cima è impressionante e Napoli sembra piccolissima. Il mare azzurrissimo si fonde quasi con il cielo.

Siamo già stanchi e ritorniamo in hotel, dove ci aspetta una bella doccia rinfrescante.
Per cena, ovviamente, decidiamo di provare uno degli highlights che questa città ha portato al mondo intero: la Pizza. C'è l'imbarazzo della scelta, ma noi siamo vicini a quella tanto famosa per il film di Julia Roberts e quindi ci incamminiamo per l'Antica Pizzeria da Michele. C'è tanta fila al di fuori del ristorante (anche perché è venerdì sera) ma non siamo troppo affamati e l'aria di mare di Napoli è piacevole. Prendiamo il numero e dopo una mezz'oretta siamo già dentro e dividiamo un tavolo con una coppia spagnola, anche loro in attesa della tanta desiderata pizza. Il menù è semplice, con poche pizze e noi ordiniamo una marinara ed una tradizionale margherita, iniziamo già ad avere l'acquolina in bocca. Arriva, ci esaltiamo ed iniziamo ad assaporarla. Che pizze abbiamo mangiato fino ad ora? Tutta un'altra cosa qui.
Ed ecco il primo momento di tensione della serata: non accettano carte e quindi devo avventurarmi nel buio di Napoli a prelevare. Ho sentito tante storie su possibili micro-crimini, che un po' mi sono suggestionato. La tensione si accumula, non so cosa mi aspetterà, ma mi dirigo verso lo sportello, nessuno intorno a me, qualche macchina e moto che passano a tutta velocità sulla strada. Tiro fuori i soldi e torno, a passo svelto verso la pizzeria, senza problemi. Riusciamo quindi a pagare, sono solo 15 euro per due pizze e acqua in bottiglia da bere, che sogno.

Il giorno successivo, ci svegliamo abbastanza presto e visitiamo la città. Prima tappa a provare il "famoso" (da quello che dice Ale) caffè Mexico, che costa due euro (tanto) ma ha un gusto piuttosto particolare. Entriamo poi nella galleria Umberto I, che assomiglia molto a quella di Milano come bellezza ma i negozi qui sono un po' più "scarsi".

Dopodiché ammiriamo piazza Plebiscito ed arriviamo fino a Castel dell'Ovo, una struttura molto particolare sul mare, dove si può ammirare gran parte della città. Una frase scritta da qualche ragazzo sul muro mi incanta: Senza mare, l'amore non avrebbe dolcezza. Guardandolo, si potrebbe perdere ore, in effetti è uno spettacolo che poche volte veramente valorizziamo.

Anche se la sera prima l'abbiamo mangiata, una pizza a pranzo ci sembra una buona idea. Siamo vicini a Sorbillo dopotutto, un altro famoso ristorante di Napoli. Alle 12 meno venti siamo già in fila, vogliamo essere i primi (aprono alle 12). Il ristorante ha dei tavolini sulla strada, dove si può ammirare il mare, quale location migliore per godersi una pizza? Qui il menù è un po' più elaborato e, di conseguenza, un po' più costoso. Paghiamo 24 euro per due pizze più acqua da bere, rimane comunque un sogno. Sembra anche più buona di quella della sera prima forse perché meno salata. Rimane sempre un capolavoro.

Passiamo poi il pomeriggio gironzolando per le vie del centro, fino ad arrivare ai quartieri spagnoli, dove però non ci addentriamo troppo. Napoli è proprio bella. Via Toledo ci ricorda la nostra pizzeria preferita a Vienna e prendendo la metro, ci meravigliamo dell'interno della stazione così artistico, ed in poco tempo siamo di ritorno all'hotel.

Siamo in partenza per Sorrento. Raccolti i nostri bagagli prendiamo ancora la "circumvesuviana" fino alla fine. Lo spettacolo che ammiriamo fuori dai finestrini, la vista sulla costa e l'aria fresca che entra fanno un effetto indescrivibile.
Dopo qualche peripezia per capire come raggiungere il nostro appartamento sopra Sorrento, riusciamo finalmente a prendere il bus ed in un quarto d'ora siamo in cima alla collina, con la nostra host che ci accoglie calorosamente, dandoci le chiavi e le indicazioni di come raggiungere il mini-market, che avrebbe chiuso in poco tempo. L'appartamento accogliente ed il tramonto sul mare ci fanno sentire rilassati e contenti della scelta ma dobbiamo affrettarci, o rimarremo senza cena. La via verso il mini market non è il massimo perché non ci sono marciapiedi ma solo la strada normale, quasi stretta anche per due macchine. Per fortuna il traffico non è intenso ed in una decina di minuti siamo al mini-market, pieno di cose belle dell'Italia: salumi, formaggi e sottaceti, di cui si baserà la nostra cena.
Il giorno dopo, andiamo alla scoperta di Sorrento. L'atmosfera qui è molto rilassata, molto vacanziera ed il paesino piccolo si può girare tutto in una mattinata. Quello che lo caratterizza è la onnipresenza del limone, che si trova dappertutto, in forma di Limoncino, gelato, granita, su piatti e panni come decorazione, ecc.
Per dimostrare come la vita è strana e piena di sorprese, noto un uomo vestito tutto di nero e pieno di tatuaggi, asiatico. Non credo ai miei occhi ma dopo un secondo sguardo riconosco il tatuatore dello studio dove io e Riccardo ci siamo fatti tatuare solo un anno prima, ma in un posto molto lontano da qui, Kyoto. Lo saluto e gli auguro una buona vacanza, pensando ancora che casi ci siano nella vita e come il mondo sia davvero piccolo. Il pomeriggio proviamo andare al mare e anche se non è la spiaggia più bella del mondo, non è male e possiamo rinfrescarci, in questo inizio d'estate.
Ci svegliamo la mattina successiva con un'altra meta in mente: Capri. Ci rechiamo quindi al porto di Sorrento e dopo una lunga fila alla biglietteria ed un'ora ad aspettare la barca, finalmente salpiamo. Consiglio vivamente di tenere le tempistiche in considerazione e magari prenotare online, per non perdere troppo tempo al porto. In una quarantina di minuti arriviamo sull'isola e prenotiamo subito un tour in barca per il pomeriggio, al costo di circa 18 euro, senza la famosa grotta azzurra, il che sarebbe costato altri 20 euro e circa un paio di ore prima di poter essere entrati. Dopodiché, visto che la coda per il trenino per raggiungere la cima ed il centro di Capri è molto lunga, decidiamo di incamminarci in salita. Nonostante il sole cocente, riusciamo in 15 minuti a raggiungere la cima. La vista è ancora una volta magnifica, ma non perdiamo tempo e ci addentriamo per il paesino, che scopriamo essere una meraviglia. Mura bianche, negozietti di alta moda e gente che se la gode. Arrivata ora di pranzo, essendo alcuni ristoranti chiusi ed altri molto costosi, decidiamo di prendere qualcosa d'asporto in una rosticceria e sederci su delle scale, assaporando il nostro pasto assieme a degli altri turisti che come noi non volevano farsi spellare e che hanno portato con loro dei panini, i quali ci sono stati pure offerti. Ci viene voglia di granita, ma non vogliamo spendere troppo. Ci allontaniamo un po' dal centro per cercare prezzi più decenti e troviamo un baretto che ha l'aria di non essere troppo sfarzoso, così io mi prendo un caffè ed Ale una granita. Con sorpresa però, il conto è salato, quasi 8 euro. Visitiamo poi i giardini di Augusto, che per un contributo di 1 solo euro, permettono di ammirare l'altra parte dell'isola in tutto il suo splendore.

Corriamo giù dalla collina per prendere la nostra barca del tour pomeridiano, la quale ci porta ad ammirare l'isola dall'esterno, passando anche in mezzo ad alcuni pittoreschi scogli ed ancora una volta rimaniamo a bocca aperta, con la brezza marina che allevia il calore del sole. Il mare, in alcuni punti, è proprio blu.

Già ora di tornare verso Sorrento, con il ricordo di un'isola magica che ha un sacco da offrire. Non sembra ora strano che sia la metà preferita di molti VIP. Tornati sulla terra ferma, ci informiamo sul noleggio di un motorino, in un negozio proprio in centro, davanti alla fontana. La vespa costa troppo (sui 40/50 al giorno) quindi optiamo per un vecchio bolide Piaggio un po' scassato, alla metà del prezzo.
Ultimo giorno di vacanza, ci svegliamo presto. Con il bolide porto la valigia vicino alla stazione per farla custodire, facciamo check out dal nostro piccolo appartamento e intraprendiamo il viaggio sulla costiera Amalfitana. La strada è uno spettacolo, ma a volte un po' pericolosa perché stretta e i bus viaggiano a velocità sorprendenti. Prima tappa a Positano. La via a senso unico che porta al paese è favolosa, mai visto una simile. Piccoli e caratteristici bar da una parte, il mare infinito dall'altra, con una vegetazione molto fiorente tutta intorno. Parcheggiamo e visitiamo brevemente Positano e ne rimaniamo incantati, sopratutto quando dalla spiaggia ci voltiamo e ad ammiriamo le case sulla collina.

Proseguiamo la gita fino ad Amalfi, dove il mio collega Nico ci aspetta con tutta la famiglia in un bel ristorante, dope provo per la prima volta la delizia al limone, che spettacolo.
Purtroppo l'avventura finisce qui. Ritorniamo prima a Sorrento, dove lasciamo il nostro bolide e poi, con vari ritardi, prendiamo la circumvesuviana verso Napoli, questa volta molto affollata, per uno scomodo tragitto che sembra durare anni. Dopo una mezza nottata a Napoli, con il primo aereo di ritorno lasciamo questo incantevole posto, sperando di poterci tornare presto. Non solo per la sana aria di mare e per la pizza, ma anche per le emozioni che questi posti possono trasmettere.
guarda l'avventura completa: https://www.youtube.com/playlist?list=PLBamqzLLBIn3764vaSDEcqAXPwPwVSHgT




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